Alighiero Boetti
Au pair
Castelbasso (te)
Fondazione Menegaz
dal 26 giugno 2010 al 29 agosto 2010
Boetti e la libertà in un sistema di regole, anche matematiche. La condizione binaria del fare arte, che trasforma la matematica in paradosso. Per cui 1+1 fa sempre e solo 1...
Due mostre, di indiscutibile spessore, l'una dedicata ad Alighiero Boetti e curata da Francesco Poli, l'altra intitolata Au pair. Coppie di fatto nell'arte contemporanea, a cura di Francesca Referza e Giacinto Di Pietrantonio, si sono da poco concluse nel suggestivo borgo medievale di Castelbasso.
A 25 opere dell'archivio Boetti il compito di rappresentare, in maniera esemplificativa, il percorso e lo spirito che animava le creazioni o, per meglio dire, le invenzioni dell'artista torinese, che a partire dagli anni '60, in concomitanza con i suoi viaggi in Afghanistan, cominciò la serie degli Arazzi e delle Mappe, planisferi che registrano i cambiamenti politici allora in atto nelle zone orientali, il cui ricamo fu affidato alle donne delle popolazioni locali, restituendo così ai reali esecutori dell'opera la dignità di artefici e stabilendo la dualità fra artista e artefice alla base dell'arte concettuale.
Presenti alcuni degli Orologi annuali che Alighiero Boetti (Torino, 1940 - Roma, 1994) fece fabbricare e che, al posto dei normali numeri indicanti le ore, segnalano l'anno della loro invenzione e realizzazione. Rappresentativi dell'importanza assegnata da Boetti alle regole matematiche sono, oltre ai fogli quadrettati, i suoi lavori postali, in cui i francobolli disposti di volta in volta secondo alcune combinazioni possibili danno vita a messaggi criptati.
E proprio in una frase di Boetti si trova, anche se da un altro punto di vista, il tema fondante la mostra Au pair: "Ci troviamo di fronte a una realtà naturale: è incontrovertibile che una cellula si divida in due, poi in quattro e così via; che noi abbiamo due gambe, due braccia e due occhi e così via; che lo specchio raddoppi le immagini". E ancora: "È evidente che questo concetto della coppia è uno degli elementi archetipi fondamentali della nostra cultura". Lui si era misurato con il suo doppio arrivando a firmarsi Alighiero e Boetti, gli artisti della collettiva invece sono coppie di fatto, come ironizza nel titolo la mostra.
In esposizione opere - video, fotografie, installazioni e sculture - di 16 coppie di artisti, nazionali e internazionali. Nell'arte almeno sembra valere uno stato di diritto in cui, qualunque sia la natura della coppia, sia essa famigliare (i gemelli Gianluca e Massimiliano De Serio o i fratelli Chapman), amorosa (il duo Mocellin-Pellegrini), o solo creativa ( i Masbedo), le rigide distinzioni di genere non sono contemplate. La ricca selezione offre la visione di opere storiche come la performance Singing sculpture che, a partire dal 1968 consacrò al mondo dell'arte la coppia di "sculture viventi" costituita da Gilbert & George.
Con regia accurata si susseguono molteplici spunti di riflessione: dal significato di famiglia oggi, con la lettera-confessione rivolta alla loro figlia adottiva, nel video Generalmente le buone famiglie sono migliori delle altre della coppia Mocellin-Pellegrini, alle estetiche della sottocultura gay sottratte alla cultura di massa e riaffermate da To breath in always even if though it kills you di Lovett/Codagnone, dove com-baciano due megafoni neri da cui pendono nere cinghie di pelle, all'ambiguità delle immagini di Pennacchio Argentato con le loro New Entries, immagini in b/n di grotte preistoriche poste sotto vetrine di negozi.
A riflessioni critiche sulle mutazioni genetiche e sulle creazioni in vitro conduce provocatoriamente Two-faced cunt di Dinos & Jack Chapman. Sorprendente è la Chicco house di Bertozzi & Casoni per l'illusoria verosimiglianza degli oggetti che la compongono, in realtà tutti di ceramica, opera che apre uno scenario inquietante e surreale.
Complice la notte, le mura medievali di Castelbasso hanno offerto uno speciale benvenuto grazie all'installazione Relational, opera di Bianco-Valente: rette luminose e punti nodali rossi in un'osmosi tra natura e artificio.
enza di matteo
dal 26 giugno 2010 al 29 agosto 2010
Fondazione Malvina Menegaz - Palazzo Clemente
Via XXIV Maggio, 28 - 64020 Castelbasso (TE)
Orario: tutti i giorni ore 19-24
Info: info@fondazionemenegaz.it; www.fondazionemenegaz.it